Paradosso liberalizzazioni

Uno studio dell’ Autorita’ dell’Energia Elettrica e il Gas certifica: i clienti di Zecca, serviti in maggior tutela, hanno goduto in media di condizioni migliori di coloro che hanno deciso di passare ad altri venditori.
A dieci anni dalla liberalizzazione dell’energia e del gas i prezzi di luce e riscaldamento sul mercato libero sono più alti di quelli del «tutelato».
Esattamente del 12,8% per l’energia elettrica e del 2% per il gas.


Questa la conclusione a cui è arrivata l’Autorità per l’Energia in base a una indagine che ha radiografato i prezzi nel 2011.
Già nel corso della relazione annuale del 2012 il garante espresse la «sensazione» che i prezzi del «libero» fossero nettamente più alti di quelli del servizio di maggior tutela (dal quale tutt’oggi si «rifornisce» oltre l’80% delle famiglie) e così ha disposto un’indagine, i cui risultati, resi noti nei giorni scorsi, hanno confermato gli indizi preliminari.
Secondo l’accurato lavoro della Autorità, condensato in un dossier di 224 pagine e basato sulle tariffe medie di approvvigionamento, i prezzi pagati dalle famiglie alla fine si sono dimostrati più alti per chi ha scelto di passare al mercato libero, cambiando dunque lo storico fornitore, rispetto a quelli applicati a chi è rimasto fedele al vecchio regime, cioè al servizio di maggior tutela le cui tariffe sono decise dall’organismo regolatore.
Dimostrando così che il mercato libero dell’energia è andato in una direzione opposta a quello della telefonia mobile.

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